Henry Scott Holland

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La morte non è niente

La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Euterpe

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I sogni hanno un ragione. Un senso senza apparente significato. Li puoi scorgere tra le scintille delle stelle, lungo il chiarore della luna, dentro gli occhi di un bambino, di un uomo rimasto bambino, di un uomo rimasto uomo. Pensi di non trovarli negli occhi di un cane, solo perchè non hai il coraggio di farlo. O perchè non sei un cane. Sei solo un uomo con solo i denti da cane. Euterpe é la dea della musica e della poesia, ma è anche una cagnolina così piccola che potrebbe non contenere sogni al suo interno. Se i sogni avessero recinzioni. Ma non solo i sogni non hanno mura, ma Euterpe ha anche qualcosa in più: la sua cuccia è dentro il cassetto in cui la sua padroncina ha messo i propri .. di sogni. E quando lo apre, questo cassetto, tira fuori solo la sua cagnolina e la passeggia in mezzo alla sua quotidianità, che non le piace mai così abbastanza. Abbastanza è  l’ovvio dei popoli. Il coraggio è un’altra cosa. Fa parte dei sogni. Il coraggio di avere coraggio. Il coraggio non è forza e potenza, il coraggio non è furbizia e prepotenza, illegalità e arricchimento, egoismo e ipocrisia. Questo tipo di falso coraggio non porta sorrisi e speranze. Il coraggio è confronto e dubbio, è difficoltà e scontro,  è onestà e lealtà, è comunicazione e partecipazione, solidarietà e coinvolgimento. Coraggio è lotta alla solitudine, allo sconforto, al nonsenso, al qualunquismo, all’illegalità. Coraggio è guardare negli occhi un bimbo, o un uomo, o un cane e vedere nei suoi, i propri sogni. Coraggio è sorriso e speranza. Avere sorrisi e donare speranze. E la vita ha bisogno di gente di coraggio. Questo coraggio. E ognuno ha un dono.  Ognuno può dare e fare. Tu Little J. già sai cosa fare…..      ©ud

I balconi dell’anima

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Mai stato un angelo, solo un buon diavolo.

Ho rovesciato tutti i ricordi dentro il cappello dell’età.

Li ho visti rassegnarsi nell’ovvio. Li ho visti dimenticarsi di sè.

Ho attraversato campi di rovi, ho creduto alle rose in cima alle spine.

E dopo le spine, ho trovato ancora spine.

Ho creduto alla gente, una, cento, mille volte,

ne ho portati con me uno, cento, mille,

mi sono girato e non ne ho visto alcuno.

Ho mangiato dividendo, ho raccolto i cocci del piatto.

Ho bevuto per ultimo, non ho mai trovato un goccio di vino.

Ho contato tutti i balconi dell’anima,

uno alla volta, fino all’ultima finestra, sospesa,

accanto al precipizio del cornicione.

Me ne rimango quassù. A guardare.

Milioni di individui camminano uno sull’altro,

non uno uguale all’altro, ma tutti pressappoco simili.

Nessuno si tiene per mano.

 © ud