Nemici

cristo

Mi guardava dritto negli occhi. Come se non fosse passato tutto quel tempo. Un tempo eravamo due di quelli che oggi chiamerebbero nemici. Avevamo ormai nello sguardo entrambi il senso del necessario ed eravamo ad un passo l’uno dall’altro..ancora. Me lo ricordavo così tale e quale, persino identico, ma gli occhi non sapevano più di distaccato né mi dava più l’impressione di disgiunto dal circostante. Non comprendevo allora il significato del suo silenzio. Avevo solo strappato nelle carni e nell’anima il male a causa di esso. Ma il male che senti non è mai figlio di quello che credi. Era immobile allora, fermo nel tempo, inchiodato lassù,attaccato alla parete, con le braccia aperte sui chiodi, la testa china, il tono dimesso e la sofferenza oltre l’estremo. E riversa su di lui, impotente e straripante, era la mia fragilità. Il mio dolore andava a rimbalzare sul suo silenzio colpevole. Il suo silenzio non era il mio nemico. Era la via per la mia vita.    Ora riesco a capirlo dai suoi occhi. Dai suoi chiodi. Dal suo insegnamento. Dalla sua essenza. Dal tuo sorriso. Non abbiamo nemici. Abbiamo solo dei punti deboli.

ilcortomaltese©

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