In viaggio ©

Beh…, stasera non va. Prova a rilassarti. Vienitene con me… Ti porto in un bel posto. Ancora più bello diventerà quando arrivi tu. Ma non con quel broncio. Niente e nessuno può mai togliere il tuo sorriso. Dai, coraggio…Principessa. Chiudi gli occhi e lasciati andare. Così….Bene. Siamo pronti….Preparati adesso, io vado a prendere Camilla e ritorno da te….
Per mezzanotte tieniti pronta per uscire. Portati roba da freddo. Ma tu sarai abituata e già bene equipaggiata. In ogni caso porta un materiale che non si faccia oltrepassare dal gelo delle sferzate di vento. Lassù dove andiamo ne arriverà parecchio, non troveremo solo la neve. L’Etna è il Vulcano più alto d’Europa: si parla di qualcosa in più di 3300 metri.
Ma non è proprio del tutto così. Veramente c’è un’altra creatura vulcanica alta quasi come sua Maestà, se non qualcosa in più. Ma la sua altezza si sviluppa sotto la superficie del mare. E’ il Marsili, un vulcano appartenente al mare, in pieno Tirreno, a quasi metà strada tra il Golfo di Napoli e le Isole Eolie, isole dove vive ancora un altro di vulcano, appunto Vulcano. Marsili invece si alza sopra le onde di quasi 500 metri. E’ sotto la superficie del mare, la sua estensione più imponente e solo così raggiunge quasi l’altezza dell’Etna che invece è sviluppato di più in superficie. Gran bella cosa visitare un giorno il Marsili, immagina, immagina questo lembo di terra pronta a ribollire e mai sopita. Ma ci andremo, ci andremo anche lì…e chi ce lo può impedire…?! Così come qualche volta andremo sull’Isola di Vulcano in pieno arcipelago eoliano, a scoprire la magia del Vulcano, severa, imponente sentinella delle stupende Isole del Re Eolo. Il tempo di mettere le catene a Camilla…e arrivo. Gli metterò su anche un telone a coperta, dispiace che prenda freddo. Ma ne prenderemo tanto anche noi.
Camilla è da parecchio che si è spogliata del tetto e dei suppellettili di lamiera in più. Certo lei è più una gitante estiva, ma come ha saputo che venivi anche tu, non ha voluto sentire ragione, si è lavata, si è lucidata, acqua, olio, pasticche dei freni e gomme nuove. Si è messa a tiro così tanto e subito, che quando sono arrivato l’ho scambiata per una macchina d’epoca inglese…di quelle alternative, snob e con la puzza sotto il naso. Beh, quando mi ha visto, si è sparata un gracchio della sua tromba e sono ritornato a riconoscerla come lei, solo lei, orgoglioso di lei. Eccola qui, ordinata, pulita e profumata di nuovo. Beh..sono arrivato da te. Spero solo che non strombazzi per chiamarti. Altrimenti stanotte sveglieremo tutti, e noi non vogliamo.
Sei incantevole, il tempo di pensare di dirtelo e capisco perché mi sento sollevato in aria verso dietro. Camilla, emozionata, ti sta facendo l’inchino e si è inarcata su due ruote. Speriamo non vada giù di botto, altrimenti rischiamo l’asse e i giunti, gli ammortizzatori invece no, visto che non risiedono più con noi da tempo.

Eccola. La mia Principessa. Con quegli occhi da raccontare ai posteri e quel sorriso, simile ad un raggio di sole in piena notte. Una cartolina per tutti gli abitanti del pianeta. E allora…Camilla, andiamo..o no?! Facciamo strada, e non stirare troppo quei tubi che hai per pistoni, altrimenti, non solo non ci arriviamo più, ma dobbiamo tornare persino a piedi. Dobbiamo dire a Camilla che non potrà arrivare lei fino a quota crateri, non ci sono strade percorribili in maniera tradizionale, dovremmo avanzare anche a piedi arrivati ad un certo punto. Non so come la prenderà ad attendere anonimamente in un raduno a mò di parcheggio in mezzo alle altre. Va beh, tu non dirle niente, magari poi ci penseremo.

Autostrada ME-CT. Autostrada…beh, se hai visto almeno una volta le autostrade del Nord, l’imbarazzo diventa pesante, altrimenti, adattandoti, quanto meno, non ci sono macchine che vengono inopinatamente di fronte sulla stessa carreggiata.

Prima tappa, Giardini Naxos, e magari Taormina..? Ma no, … a noi non piace il rumore e nemmeno la confusione, noi siamo alternativi, andiamo più sù, andremo su un cocuzzolo di montagna ricoperto solo esclusivamente da case arroccate su di esso. Castelmola.
Uno spettacolo visto da quaggiù, una cartolina, vista da ancora più su, a dominare il mare. Guarda…un cono di montagna erta verso il cielo e lassù tutte quelle case a nascondere la cima e a parlare con il cielo. Castelmola: un Castello costruito sopra un monte a forma di mola (a forma di molare) attorno al quale vennero costruite abitazioni per i contadini del luogo, che si rifugiarono lassù per evitare la furia dello sbarco dei Turchi che razziavano e uccidevano. Ci arriviamo lassù cucciola, ci arriviamo e ceniamo lì. Ci sono amici che ci attendono e aprono solo per noi. Terrazza ristorante in pietra di sotto e di sopra, e di là la vista sull’Etna. Da un posto all’altro del Paradiso. Meraviglioso. Come meravigliosa in questa notte sei tu, principessa. E anche Camilla, per par condicio, così ci arriviamo sicuri, senza scenate di gelosia…
“Pronto Totò..stiamo arrivando….Apparecchia il tavolo che sai tu, fallo più bello che puoi. Mettici un po’ di serenità e silenzio che solo lassù da te puoi preparare. E poi confeziona uno stuolo di limoni molesi profumatissimi insieme ad un passaggio ad arco di fiori di mandorlo ad attendere la mia Principessa e accompagnarla dall’ingresso alla terrazza…Ti raccomando..il servizio più bello che hai…!”.

Guarda sulla tua sinistra, la vedi lì in fondo a conca sul mare, si chiama IsolaBella, meta turistica estiva di migliaia di bagnanti.
Mare stupendo, cristallino e azzurro cielo, come lo splendore dei tuoi occhi. E qualche metro più in là c’è la famosa rupe di Polifemo, sulla riviera dei Ciclopi, con gli enormi massi che il gigante, accecato, scagliò contro la nave di Ulisse che stava salpando sfuggendogli.
Alla tua destra salendo su per la montagna a ridosso sul mare, c’è Taormina, la famosa terrazza che domina il circostante, ma noi la bypassiamo stanotte tesoro mio, saliamo ancora più, più su, dove il monte finisce con il cielo.
Camilla si inerpica, ho qualche perplessità, ma non si fermerà, non farà questa figura con te. Almeno spero.
Non so … quest’odore di bruciato….. mi fa preoccupare. Sarà che lei quando suda assai, emana calore cenere dal marmittone… Comunque, ancora qualche tornante e ci siamo Principessa. Dai Camilla…
Eccoci qui. Arrivati. “La Taverna dell’Etna” di Totò. Guarda i limoni, lo senti il profumo…? E guarda quanto è bello questo arco tutto di fiori di mandorlo….”Bravo Totò, proprio bello, degno di una Principessa…!” Prego tesoro, siediti di là, di fronte al tuo vulcano. Il forno a legna acceso non ci farà sentire tanto freddo stasera. E poi….una sorpresa. Lo so, lo so che ormai è fuori moda, ma è venuto a trovarci un altro amico nostro. In attesa che arrivi la cena, ti volevo far cantare da lui, con il mandolino, Ciuri Ciuri, una delle più famose canzoni in dialetto siciliano. Placidino ha quasi ottanta anni, ma la sua voce è bellissima. Calda, profonda, familiare. E’ venuto apposta per noi. Da queste parti ormai farlo scomodare è un’impresa diventata ardua. Ma mi vuole così tanto bene da tanto tempo ormai che per lui sarà un piacere conoscerti e onorarti delle sue canzoni. Placidino, dai…attacca ..: ”Ciuri Ciuri, Ciuri di tuttu l’annu, l’amuri ca mi dasti, ti lu tornu…” (Fiori, fiori, fiori di tutto l’anno, l’amore che mi hai dato te lo ritornerò…) è dedicato a te, tesoro mio e a tutto il pensiero sopito d’amore che mi stai risvegliando da un torpore ancestrale e che mi stai regalando. Lo so che sei a dieta particolare. Ma questo è un sogno. Che ce ne frega, mangiamo di tutto, anche quello che non ci piace o che non abbiamo idea di mangiare. Io non so se mangio, però, mi nutro dei tuoi occhi e della tua vista e non mi voglio perdere nemmeno una briciola di te a causa di qualche altro cibo che distrae. Mangio te. E solo te. Niente altro che te. Bene. Ecco il Carpaccio di Polpo. Una specialità di Totò. Uno strato di trancetti di Polipo su un tappeto di carciofi innaffiati di prezzemolo e aromi di mare.
“Totò porta una bottiglia di vino, bianco..!! Totò e che me lo domandi a fare…!” ..”Magari un Colomba Platino, dei vigneti di Agrigento, non sbagliamo … deve essere fragrante, aromatico, speciale e delicato così come il mio amore per una cosa preziosa, più preziosa di quanto immagini, la mia Principessa.

Respira con gioia Amore. Respira. Quassù l’aria non è solo tersa. E’ anche vellutata, magica, ispirata. Quest’aria contiene particelle di sogno. E con esse la possibilità di avverarle. Rilassati, abbandonati alla serenità, se vuoi chiudi gli occhi, ancora più stretti, per qualche istante, fatti trasportare insieme a me su quei campi di margherite e girasoli dove l’anima si può liberare felice. Sfiorami con il tuo respiro il viso e abbracciami cucciola. Abbracciami stretto. Ti porto ancora più su. Ti mostro il posto dove dimorano tutti i significati. E non siamo quassù per caso. Da qui andremo. Tu respira. Respira profondo e non pensare a niente. Passeggia scalza dentro i tormenti, accarezzali e liberali via da te. Respira piano e profondo. Continua. Il respiro, è il terzo elemento della triade universale. Ti ricordi…ti ho parlato dell’Amore, che è una specie di contenitore dentro il quale Dio ci ha regalato il dono più grande, che non è appunto l’Amore, ma la Libertà, il libero arbitrio, la possibilità donataci di conseguire una enorme razionale consapevolezza, autodeterminazione, indipendenza e sovranità su noi stessi, regalo di importanza e di spessore universale inimmaginabile.
Da qui poi, parleremo anche di quello che sembra incomprensibile, come l’autodeterminazione delle malattie, umane e mortali nella definizione, ma consapevoli di arbitrio umano in termini, fino alla libertà intesa come estrema che è la morte, che è un fine e non la fine, scelta per dono e indipendenza e non per mancanza di regole divine. Ma il senso si fa difficile e magari ne parleremo un’altra volta e meglio. Solo sul respiro ti devi concentrare. Il respiro è il simbolo della Creazione. Siamo stati creati e svegliati dal respiro divino su un cumulo informe di fango di nome Adamo, siamo stati liberati dal suo peccato attraverso un altro respiro, l’ultimo sospiro di Gesù sulla Croce. Pochi ci fanno veramente caso, ma è uno dei dogmi più importanti, ma meno conosciuti della Nascita e della Salvezza dell’Uomo.
Va beh, torniamocene dalle nostre parti. Una prelibatezza locale, per primo ti consiglierei il mio piatto preferito quando arrivo da queste parti: Maccheroni, pescepada a tocchetti, una piccola grattuggiata di alici e finocchietto selvatico. Una delizia amore mio. Va bene..? Bene…”Totò..hai sentito no…? Non la fare attendere…”
Placidino è cieco…tesoro. Ma è come se vedesse. Basta che mi appoggi la mano sulla spalla per vedere tutto di me. E non solo di me. E’ una sua prerogativa. Legge anche le linee della mano. Ma entriamo in un campo particolare, amore, che avrebbe bisogno di essere compreso e rispettato di più di quanto si fa ai giorni nostri. No, non parlo delle baggianate che si sentono e si vedono, non parlo di quella pseudo chiaroveggenza che profana i misteri e se ne approfitta con furti di ingenuità e di pensiero. Io parlo proprio dei sensitivi. Coloro che hanno un dono, un carisma. Il sensitivo è una persona carismatica, con un dono divino che se riesce a scoprire, deve metterlo a disposizione del bene. Placidino è uno di questi e anche qualche magistrato ogni tanto ricorre a lui, per arrivare a soluzioni impensabili e nascoste.
Quando verrai sul serio da queste parti, se verrai, e quando verrai, ti farò leggere le linee della mano. Senza impegno, ma con grande attenzione. Magari ci rideremo sù.
E ora tesoro mio, un secondo di grande raffinatezza. Fidati di me. Seppioline su delicata crema di fagioli cannellini e crostini di pane. “Totò…superati e prepara questo capolavoro…”
Sai che penso… che stanotte non riusciamo ad arrivare sull’Etna, già si è fatto tardi e domattina devi tornare al lavoro. Che dici se saliamo a riposare in una camera con il lato della vallata tutto a vetri…Dormiamo qualche oretta e poi ti ci riporto indietro…..
Ho una tenera voglia di diventare un tutt’uno con te stanotte, guardando questo splendido panorama.
Come…ho sentito bene tesoro…? Hai detto sì…..?
“Totò sparecchia e prepara la stanza più bella che hai…..io ci porto in braccio la mia Principessa….”
Accucciati a me che io mi accoccolo a te amore. E chi ci stacca a noi….Non pensare più a niente e non mi lasciare. Ti guarderò dormire tutto il tempo. E poi non ti sveglierò, voleremo assieme nel tuo mondo, ti accompagnerò alla porta….e ritornerò da dove sono venuto.
Non ti dimenticare…ritornerò a prenderti…dobbiamo salire su sua Maestà.
Nottemiele tesoro mio… alla prossima.

@ilcortomaltese

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