Cieco e fantasma ©

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Provare a sollecitare la notte
non basta ad aprire il giorno.
Ma come se non lo sapessi,
come se volessi nasconderlo,
mi aggiro cieco e fantasma
con il mio vecchio candelabro.
Insisto testardo e sordo
attorno ai miei pensieri
come se fossero ancora sogni.
Sei delicata nel tuo sognare,
ti accudisci raffinata,
ricerchi soffi d’anima,
ami la vita, ma non osi.
Le cicatrici si rimarginano
ma non svaniscono.
Rimangono a ricordarti
che di sole ci si scotta,
e che abbassare gli occhi
offusca la luce della luce,
ma ti rassicura nell’ovvio.
Sei affranta tanto in te
che conosci più di altri
cosa si aggira struggente
dietro il più bello dei sorrisi,
ma la tua mestizia innata,
costruita dal tuo mondo,
ti ha rubato le speranze,
ha reso i tuoi sogni illusioni,
e ti ha relegato al tuo specchio.
Io sono un cavaliere solitario
tra i tempi e i templi sperduto,
combatto i mulini del mio vento
e so cosa è la sconfitta,
mi muovo tra i morti viventi
e mi ostino a vederli danzare.
Anelo all’ordine con la spada,
aspiro con il cuore all’amore.
Conosco le leggi del regno,
ma non sarò mai fedele al Re,
il mio posto è su quel monte
dove la cima oltrepassa le nuvole.
Da lì copro con i miei miraggi
le vite di chi non crede più.
Sogno un cuore speciale
che sia per me,
quello che il mio è per lui.
Non sono in quei palpiti distratti
che, se pur teneri e delicati,
non afferiscono unisoni al mio sentire.
E, se non serve il giorno
ad accendere la notte,
nessuna notte mai
può donarmi la mia luna,
se chi la guarda
non ha il coraggio del suo chiarore.
Sarai per me la possibilità,
la certezza di scendere a valle
ogni volta che la montagna
mi restituirà l’eco del tuo richiamo.
Abbatterò fulmini e draghi
per aprirmi il cammino verso di te.
Veglierò sul tuo giaciglio
ma non mi troverai dove guarderai.
E se guarderai il tuo specchio,
ci troverai solo apparenze rassicuranti,
che non saranno mai speranze.
Sfiorerò di tenero per sempre
le tue tristi malinconie,
curerò i tuoi pensieri,
fino a farteli amare,
li renderò tuoi e forti,
ma li distoglierò da me
per non essere io capace
di accontentarmi del tuo mai abbastanza.
Quando un cavaliere sogna,
non pretende di realizzare il sogno,
vuole solo continuare a sognare.
E io sono un cavaliere errante,
non pretendo niente,
ho la mia spada in campo
e il mio cuore in cielo,
voglio solo essere amato,
ma sul serio.