Il riflesso nel pozzo ©

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Dicono che nel pozzo ci sia il riflesso della luna. Dicono che il riflesso sia più bello della luna stessa, perchè è impreziosito dai riflessi d’argento dell’acqua cheta che dorme all’interno. Io ho visto lune nere e pozzi vuoti. Ma ho visto anche incanti di luna e pozzi pieni di speranza. Dicono che il pozzo sia il cuore e la luna il suo sogno. Dicono anche che il pozzo sia più brillante quando riflette il sole. Ma è la luna a riflettere di notte, quando il buio opprimente ha bisogno di luce. Attraverso il pozzo che c’è in ognuno di noi, non importa se sia la luna o il sole a specchiarsi, gli angeli non hanno sesso, loro comunicano con la luce. Non importa tanto chi siamo o chi siamo stati. importa di più cosa siamo diventati, cosa abbiamo dentro, quali sono i nostri sogni, le nostre speranze, quante stelle sono custodite nel nostro cuore. Ma soprattutto cosa riflettono le nostre ferite dentro il pozzo. Quale luce riflessa assume ogni cicatrice. Non ci sono sofferenze senza scopo. Ci sono vite insulse finite, prima ancora di essere iniziate. Fredde. Dissolute. Primordiali e rudimentali. E ci sono vite che incominciano dalla stessa sofferenza. Vite importanti, notevoli, di spessore . La sofferenza non è la fine, ma il fine. Il male d’anima, il dolore fisico sono il rito di iniziazione, la riscoperta consapevole e sofferta dei principi universali dai quali proveniamo. Qualsiasi cambiamento è un cammino lungo e ardito. Ogni cammino è coraggio, forza, dedizione, sacrificio e tormento. E chiunque sia rinato dalle ceneri che lo hanno formato, acquisisce un cuore nobile, esclusivo indicatore di armonia, unica rampa di lancio verso il riflesso dell’infinito, un lasciapassare per l’anima, madre di ogni sorriso. Non importa se comprendi, l’importante è che capirai.

Notte oscura ©

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E’ una dimora irrespirabile
l’anfratto attorno a me.
Il buio negli occhi brucia
ma non varco più l’uscio,
è la mia notte oscura
che vive anche al sole.
Chimere ingenue,profonde,
sottili e indecifrabili,
come lampi improvvisi,
non annunciano la luce
ma solo bagliori improbabili.
E gli attimi diventano secoli
in attesa stanca e spenta
di un nonsenso antico
come un impedito istante eterno
di cui non ho più pensiero.

Amare è perdersi ©

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Amare.
Una illogica semplice,
un’alterazione onirica
di scambi emozionali,
un peregrinaggio antico
su sentieri nobili e pregiati
di sincronismi vitali.
Amare è perdersi
dentro unicità naturali,
nell’incanto necessario.
Amare è equilibrio
su ragioni anomale,
è impeto e calore
di una vita come dono.
Amare è ritrovarsi
per non perdersi ancora,
abbandonarsi liberi
sulle ali del vento,
riconoscersi in quell’attimo
il cui soffio è eterno.
Amare è amore,
pensiero e prodigio,
è tempo che non scorre,
è istinto del cuore,
la ragione e lo scopo,
il significato dell’esistenza.
Amare è complementare
nella ricerca dell’assoluto,
è assoluto nella ricerca
del complementare.
È un macrocosmo d’immenso,
un piccolo infinito nell’universo.
Amare è confondersi,
perdersi nella meraviglia,
ritrovarsi in parallelo
in suggestioni magiche.
Se amare fossi io
sarebbe per te,
se amare fossi tu
i tuo brevi attimi per te
sarebbero per noi.
Se amare fosse solo amore,
amarsi sarebbe sempre amore.