Le maschere gentili ©

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Non sempre le maschere della vita abbandonano l’uomo ad una mistificata espressione della propria vera individualitá. Non é detto nemmeno che tutte le volte nascondere la vera essenza e celarsi dietro una maschera assuma significati sempre sinistri.
A volte le maschere, tra le persone sensibili, umili, diventano amiche, controllano il più possibile gli scontri della vita e li rendono più fruibili, meno violenti, tengono a debita distanza le frustrazioni da ritorni negativi, allontanano i contrasti, ridistribuiscono buon senso e quieto vivere. Con le maschere buone, mettiamo gli altri a proprio agio, forse per non esasperare, per compiacere la vita, per non irretire la mancanza di complicità forzata, per protezione, magari per desiderio di pace, o forse semplicemente per non avere ancora sviluppato la forza di controbattere l’egoismo, l’arroganza, la superbia, l’ira, il finto perbenismo e la sopraffazione. Sono le maschere gentili, quelle che frenano gli antagonismi, le ribellioni, i litigi. Prima di avere fastidio di una maschera, prima ancora di giudicare troppo frettolosamente, forse bisognerebbe approfondire se tutti quelli che non usano maschere sono veramente utili ai rapporti umani  e non siano solo profittatori senza veli della loro stesso viso aperto fatto di cupidigia ed egoismo, di alterigia e superbia. Sono sempre senza maschera i violentatori dell’ambiente e della gente. Non portare maschere é una responsabilità solo di chi é ponderato e corretto, gentile ed educato, rispettoso e duttile. Altrimenti…. che si mettesse una maschera. Ma non per non essere vero, solamente per non essere un coglione sicuro di sé ed imbecille proprio per questo. Prima di buttare finalmente via tutte le maschere, prima ancora di donarsi tutti alla vita senza barriere e limiti, dovremmo cominciare a tampinare chi non le usa in nome di presunte convenienti pseudo-chiarezze e verità, prima ancora di chi le indossa per proteggere la propria sensibilità, in un mondo ormai vuoto di valori e pieno di prevaricazioni e sopraffazioni. A volte il silenzio é una delle più sensibili e profonde maschere protettive e rispettose, una sorta di desiderio di distanza che separi anni luce da incapacità di dialogo, di confronto, incapacità di mettersi in discussione e accettare verità complesse. Tutte stupide ragioni di immature presunzioni e di assenze ataviche di capacità umane di ascolto, che agitano da sempre il mondo di brutto.

 

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