Tra i dolori ©

Una malvagia reiterazione. Non del male, ma del dolore. Quasi a rappresentare la verità, quasi ad indicare la differenza sostanziale di valenza  nella somministrazione a pillole di sofferenze d’anima. Non serve consapevolezza,  è più chiara e determinante la prospettiva e l’analisi intima. Quale tra i dolori è il più difficile? Quale restituisce ad una dimensione meno infausta? Progressione consapevole d’anima, in gergo universale crescita spirituale. Solo una cosa, di difficile interpretazione umana. Il dolore ha differenze? Può il mal d’anima rendere consapevole il pensiero di ineluttabilità sovrana nelle scelte divine? E soprattutto, può lo stadio più alto della spiritualità ammettere senza ombra di dubbio che la sofferenza non è un caso, ma una scelta? Si può intimamente tollerare il dolore come una forma di elevazione spirituale? Crederci è una fede, adattarsi  una grande forza, accettare … un immenso, consapevole, pregiato e nobile coraggio universale.  I tempi spiegheranno alle stelle l’energia divina.

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