Il silenzio ©

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Ascoltare il silenzio, gustare lo spazio tra le parole, la calma al finire di un temporale e il fluire senza rumore del tempo. Amare il gusto di un banale istante, il profumo silenzioso di un piatto, la schiuma del mare, la brezza dell’alba e la rugiada delle foglie, oppure il calore del fuoco, il raggio argenteo della luna, il riflesso sagace dell’acqua, il contatto senza parole delle mani intrecciate, il cuore che batte tra la pioggia lieve, lo spazio che si apre tra le nuvole e il tempo che si ferma nelle rovine. Non è di rumore l’universo, ma di silenzio. Fragrante, pacifico, profumato, calmo.

Quel silenzio che esiste fra la rassegnazione e la voglia di cambiare ogni cosa e soprattutto quel silenzio che esiste tra i dettagli di ogni differenza, di ogni indifferenza, di ogni sensazione, di ogni percezione, di ogni meraviglia e di ogni notte buia.

Quel processo di quiete, dentro il quale, guardando il cielo in silenzio, di notte, tra le stelle, si riprende consapevolezza di ogni parte di se stesso, del proprio respiro, rimanendo per un istante infinito senza pensiero e senza ricordo, un istante in cui il tempo rallenta, si contrae sul nulla che vale tanto, tutto il significato forse.

Il silenzio come un ruscello di amore e di vita che gentile e sinuoso scende dalle cime dei pensieri assenti a riempire il mare della vita con il suo profumo delicato di bello.

Il riflesso nel pozzo ©

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Dicono che nel pozzo ci sia il riflesso della luna. Dicono che il riflesso sia più bello della luna stessa, perchè è impreziosito dai riflessi d’argento dell’acqua cheta che dorme all’interno. Io ho visto lune nere e pozzi vuoti. Ma ho visto anche incanti di luna e pozzi pieni di speranza. Dicono che il pozzo sia il cuore e la luna il suo sogno. Dicono anche che il pozzo sia più brillante quando riflette il sole. Ma è la luna a riflettere di notte, quando il buio opprimente ha bisogno di luce. Attraverso il pozzo che c’è in ognuno di noi, non importa se sia la luna o il sole a specchiarsi, gli angeli non hanno sesso, loro comunicano con la luce. Non importa tanto chi siamo o chi siamo stati. importa di più cosa siamo diventati, cosa abbiamo dentro, quali sono i nostri sogni, le nostre speranze, quante stelle sono custodite nel nostro cuore. Ma soprattutto cosa riflettono le nostre ferite dentro il pozzo. Quale luce riflessa assume ogni cicatrice. Non ci sono sofferenze senza scopo. Ci sono vite insulse finite, prima ancora di essere iniziate. Fredde. Dissolute. Primordiali e rudimentali. E ci sono vite che incominciano dalla stessa sofferenza. Vite importanti, notevoli, di spessore . La sofferenza non è la fine, ma il fine. Il male d’anima, il dolore fisico sono il rito di iniziazione, la riscoperta consapevole e sofferta dei principi universali dai quali proveniamo. Qualsiasi cambiamento è un cammino lungo e ardito. Ogni cammino è coraggio, forza, dedizione, sacrificio e tormento. E chiunque sia rinato dalle ceneri che lo hanno formato, acquisisce un cuore nobile, esclusivo indicatore di armonia, unica rampa di lancio verso il riflesso dell’infinito, un lasciapassare per l’anima, madre di ogni sorriso. Non importa se comprendi, l’importante è che capirai.

Notte oscura ©

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E’ una dimora irrespirabile
l’anfratto attorno a me.
Il buio negli occhi brucia
ma non varco più l’uscio,
è la mia notte oscura
che vive anche al sole.
Chimere ingenue,profonde,
sottili e indecifrabili,
come lampi improvvisi,
non annunciano la luce
ma solo bagliori improbabili.
E gli attimi diventano secoli
in attesa stanca e spenta
di un nonsenso antico
come un impedito istante eterno
di cui non ho più pensiero.

Amare è perdersi ©

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Amare.
Una illogica semplice,
un’alterazione onirica
di scambi emozionali,
un peregrinaggio antico
su sentieri nobili e pregiati
di sincronismi vitali.
Amare è perdersi
dentro unicità naturali,
nell’incanto necessario.
Amare è equilibrio
su ragioni anomale,
è impeto e calore
di una vita come dono.
Amare è ritrovarsi
per non perdersi ancora,
abbandonarsi liberi
sulle ali del vento,
riconoscersi in quell’attimo
il cui soffio è eterno.
Amare è amore,
pensiero e prodigio,
è tempo che non scorre,
è istinto del cuore,
la ragione e lo scopo,
il significato dell’esistenza.
Amare è complementare
nella ricerca dell’assoluto,
è assoluto nella ricerca
del complementare.
È un macrocosmo d’immenso,
un piccolo infinito nell’universo.
Amare è confondersi,
perdersi nella meraviglia,
ritrovarsi in parallelo
in suggestioni magiche.
Se amare fossi io
sarebbe per te,
se amare fossi tu
i tuo brevi attimi per te
sarebbero per noi.
Se amare fosse solo amore,
amarsi sarebbe sempre amore.

Poesie d’inverno©

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Poesie d’inverno
le ombre sul mio mare.
Scuotono la notte,
ondeggiando sinuose
sui pensieri di un cielo nero
che uccide la luna.
Ti siedi di fronte da una vita,
senza luce e senza respiro,
vestita delle mie vecchie rose.
Se è finalmente il momento,
guardami negli occhi
e stavolta senza voltarti,
spiegami da dove lo sai
perché non so mai accarezzare
i cuori di chi mi ama.
Non ci sarò,
non ci sono mai stato,
quando l’orizzonte domani
spazzerà le polveri sottili
delle apparenze dell’oscurità.
Ho salutato il giorno,
ogni giorno per tutti i giorni,
sapendo della sua luce,
ma non sentendo mai
il suo calore.

Lontano ©

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La porterò lontano
su nuvole lievi,
e sulle ali del vento
la consegnerò al tempo.
Fiumi e mari
rifletteranno al sole
il suo passaggio
e giardini vestiti di cielo
saluteranno felici
il suo giorno.
Ogni tempo nei tempi
celebrerà il suo arrivo
e tutte le vite
di ogni angolo d’universo
splenderanno i suoi occhi.
Finalmente le terre aride
della mia malinconia
fioriranno di pace,
di follia eterna
e d’amore universale.