Viene giù

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Non fa rumore.
Si affaccia e viene giù.
Non ha bisogno di perchè.
E’ trasparente, ma è densa di pensieri.
Ti solletica la guancia
e ha bisogno di essere raccolta tra le mani.
Per attendere il sereno.
Insieme a te.

ilcortomaltese©

Quanti Natali

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Quanti Natali in giro per gli occhi.
Quanti Natali in giro per ricordarne sempre qualcuno passato
e attraversarne il tempo che fu nell’album consunto delle nostalgie.
Quanti Natali in giro su e giù per gli alberi finti e dorati,
sulle montagne di cartapesta o giù nelle grotte di luci ed ombre.
Quanti Natali in giro per gli occhi, alla ricerca di quelli veri,
un paio di occhi veri, di quelli che ti guardano fieri e leali.
Quanti Natali in giro a cerchio, per cercare i tuoi di occhi,
e ritrovarli come li ho lasciati nelle prime pagine dei miei Natali.

©ud

 

Incastri di materia

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Incastri di materia.
Ti stanno stritolando.
Se guardi sempre verso giù
troverai solo terra e miseria.
Dove sono i tuoi sogni….
E dove le idee di scintille e arcobaleni…
Ti stai stritolando.
Passeggi nella notte
e pensi sia perchè aspetti l’alba.

©ud

 

Lascialo andare

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purelove

Lascialo andare via finalmente.
Alla fine nemmeno la neve fuori lo fermerà.
O la violenza di mille venti, o la tempesta di mille mari.
E nemmeno il tuo orgoglio. I tuoi pregiudizi.
Non sentirà la pioggia, la confonderà con le lacrime.
Non sentirà il freddo, lo scambierà con il ricordo.
Lo guiderà il sole e la luce del suo calore.
Punterà la strada per dove dovrà andare.
PIetre, serpi, farfalle e petali di rose.
Tu lo seguirai anche solo con l’immaginazione.
Seguirai la sua lunga ombra.
E se tu sei, ascolterai quello che tu stessa chiederai
e allora lo lascerai andare via finalmente:
il tuo cuore.
E il mio lo ritroverà.. lì dove lo ha lasciato,
nel bel mezzo della notte dei tempi.

©ud

Lo spirito del Falco

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“Vorresti volare un po’ con me?” domandò il falco.
“Volentieri” risposi, e saltai sulla schiena del magnifico rapace…
“Dove mi porti?”, chiesi mentre il falco spiegava le sue ali e spiccava il volo.
“Ti porterò in un luogo dove i sogni diventano realtà
e le anime si tramutano in gocce di pioggia”,
disse e la sua voce si levò di tristezza.
Io domandai stupito:“Perché avverto la tristezza nella tua voce?
I sogni che prendono vita sono doni di vera felicità”.
Il falco rispose: “Spesso la felicità percorre vie circondate di spine.
Bisogna pazientare un po’, prima che essa entri nel nostro cuore”.
“Dove si trova questo luogo misterioso, dove i sogni diventano realtà?”
“Ci troviamo al centro di esso”, rispose il Falco.

Gerhard Buzzi

il solito pensiero

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Eccolo qui….incurante di tutto.
Il solito pensiero dal centro del cuore all’estremo dell’orizzonte,
a ridosso della sottilissima linea marecielo,
lì dove tutte le stelle che cadono dal cielo
diventano luccicanti stellemarine.
Il solito pensiero.
Puntuale e sottile. Leggero. Eterno.
Difficile. Irriguardoso. Irritante. Speciale.
Sa di sale, di sole, di vento tiepido sulla pelle,
sa di petali e di stelle, di lentiggini e di scintille colorate.
Andrà a vedere cosa mai ci sarà oltre la fine degli occhi.
In volo dove c’è sempre il sole.
Al di sopra delle nuvole e della pioggia.
Non faccio mai nulla per trattenerlo.
Nemmeno ci penso mai…
Nè per tentare di spiegargli che non è più tempo…ormai…
Che non voglio raccontato più niente….
Dovrei io spiegarli che non è più tempo per i principi e le fate,
dovrei dirgli che le favole ormai le scrivono i cattivi
e che il finale è sempre un vortice che ti ingurgita.
Lui non mi ascolterebbe in ogni caso, sarà già volato via intanto
come un airone leggero imponente ed elegante.
Non sta mai a sentire d’altronde.
Soprattutto la ragione. Per di più la mia che non ha mai avuto schemi.
E quando torna, il giro è lo stesso sopra i ricordi.
Lui sa bene quello che ha visto. Ci va apposta.
Anche io so quello che vede. L’ho visto anch’io un tempo.
Scende ad ali spiegate immobile nell’aria,
arriva trasportato dal vento leggero
e si accomoda sorridente ad un nulla dal dentro me,
e per un attimo si allinea agli altri miei pensieri,
quegli altri, che sono da tempo ormai impegnati
nei loro soliti rituali scontri a fuoco.
Lo vedo per un attimo riportarmi quella vecchia luce perduta.
Ma spero sempre che gli altri pensieri non lo scoprano.
Faccio in tempo ad aprirgli la porta della mia testa,
lo copro sotto di me, per evitargli di essere violato,
e poi lo faccio accomodare nuovamente nel posto più caldo del mio cuore,
lì dove nessuno degli altri pensieri
lo può scovare, turbare o importunare….

 

 ©ud