Il Placito Capuano

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“.. il placito era il parere che dava il giudice su una disputa. Questo documento è del 960 ed è stato considerato dagli studiosi come l‘‘atto di nascita dell’italiano”. Si tratta di una sentenza in cui il giudice di Capua dell’epoca, Arechisi, riconosce all’abbazia di Montecassino il diritto di proprietà su alcune terre occupate dai vicini laici. Questa è la formula in volgare italiano recitata dal “placito”: “Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti“, cioè “So che quelle terre, entro quei confini di cui si parla, li ha posseduti per trent’anni l’abbazia di San Benedetto” ..”

Di là dal fiume e tra gli alberi

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“.. sorrise come soltanto i veri timidi sanno sorridere. Non era la risata facile dell’ottimista, nè il rapido sorriso tagliente dei testardi ostinati e dei malvagi. Non aveva niente a che fare col sorriso equilibrato, usato di proposito, del cortigiano o del politicante. Era il sorriso strano, inconsueto, che sorge dall’abisso profondo, buio, più profondo di un pozzo, profondo come una miniera profonda, che è dentro di loro ..