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Ti sembra un caso? ©

Ti sembra un caso
il cielo stasera?

Avrá visto cadere le stelle,
ma forse disconosce il segreto,
oppure sa giá tutto di noi;

da sempre insegue i sogni
avrá contato meteore e comete,

misurato longitudini e latitudini,
oltrepassato orizzonti e sestanti,
rivissuto passato e futuro,
illuminato il buio di tutte le notti,
restituito vita e speranza
e infine .. é arrivato a noi.
corto trasparente c

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La Regina del Re ©

Ogni attimo della mia vita, ogni metro del mio cammino, ogni barlume del mio pensiero è stata sempre una partita a scacchi. Costruire le torri per le difese, addestrare i cavalli per il volo e la libertà, istruire alfieri per le battaglie, inviare pedoni alle frontiere verso l’orizzonte e provare ad essere un Re, difenderlo, e amare una Regina, assoluta, non prima di averla ritrovata, agghindata d’amore e di desiderio e averla abbracciata di vita e di mondo. Una dannatissima partita a scacchi la mia, lunga una vita, finanche con il dolore, la sofferenza, il ricordo, lo squarcio. E anche il mio cielo, anche lui, come me, a spostare i suoi Re, le sue Regine e tutti i pedoni attorno a me. Bruciarmi la terra e irrobustirmi i piedi, scavando nei miei dolori per costruire un cavaliere. Non sono ancora riuscito a fare scacco matto. Per riunire cieli e mari, sopra le loro montagne in vetta e i loro fiumi a riva. Ma in compenso, ho ritrovato la mia Regina. Unica, rara nel suo genere. Una dama donna di nobile spessore. La proteggerò con tutti gli arrocchi possibili, alzerò le Torri a protezione del nostro amore, istruirò i cavalli a costruirsi ali più sicure, amerò i suoi alfieri con la forza dei miei pensieri, ammirerò le sue nobili terre incontaminate, auree di cotanta bellezza, alzerò scudi e soffierò nuvole. Non più marrani o predatori, mai più pene o dolori per Lei. Non più scacchiere, nemmeno pezzi, nessuna strategia, nessuna tattica, nessun fine, nessun mezzo, nessuno scopo. Solo l’amore, solo per Lei, tutto l’amore di cui sono capace. Per ritrovare il quale, ho attraversato deserti e sabbie mobili, venti tuoni e saette sopra di me, predoni di tutti i regni e streghe di tutti i boschi nel mio cammino. Ho chiesto aiuto ad elfi e folletti, maghi e fate di reami incantati per arrivare a Lei. Ho amato le stelle. Ho parlato al sole e cantato alla luna. Ho ucciso lupi in branco e jene affamate. Ho sentito il Suo profumo da molto lontano e ho attraversato mondi di ghiaccio e di cristallo, ho bevuto ruscelli e mangiato bacche. Ho dormito su sassi appuntiti che covavano serpenti velenosi e bisce infide. Ho creduto di volare e amare, mentre strisciavo e morivo. Ho temuto i miraggi delle illusioni, ho scoperto le apparenze delle lusinghe, ma ho amato i sogni nei miei sonni. Ho avuto la visione di Lei. Principessa Regina. Meravigliosa come meta. E sono arrivato al Suo castello. Dolorante e stanco, incredulo ma felice. Ho visto il Suo giardino di rose. Colorato come le luci dietro i Suoi occhi. Come i teneri sogni dietro i Suoi pensieri. Ho amato il Suo viso e ho riscoperto il Suo segreto. Bello come Lei. Ho riconosciuto il Suo desiderio trasparente come il mio. Delicato come la Sua pelle e morbido come le Sue labbra. E non importa quello che sarà. Io sono arrivato a casa. La mia casa è il mio regno. Il mio regno è il Suo castello. Dove libertà, amore, desiderio, rispetto, fiducia e Lei, sono parti integranti della stessa luce che filtra dai Suoi occhi. Immensi, come immensa la gioia di provare a regalarLe quello che il Suo nobile cuore attendeva da tempo senza ormai crederci fino in fondo: un sorriso eterno e universale che già Le apparteneva fin dalla notte dei tempi. Lì dove l’ho conosciuta e riconosciuta tutte le volte che l’ho amata.

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Dipinto d’Universo ©

Vorrei riprendermi il colore della notte,
ritornare a respirare l’odore delle stelle.
Immaginare l’arrivo di una stella cadente
che riporti in vita la luce dimenticata.
Vorrei guardare il sole ed accecarmi di bello,
rubare una pietra al cuore del mare
e regalarla al cuore che mi appartiene.
Vorrei risentire i canti d’amore del cielo
per riaprire i miei cassetti dei sogni.
Vorrei prendere le tue tristezze per mano
e portarle lì dove tutto è speranza.
Vorrei accarezzare il velo nei tuoi occhi
e trasformarlo in desiderio d’incanto.
Vorrei che la vita si fermasse a sorriderti
colpita dall’amore dei tuoi propositi.
Vorrei amare di più un Dio assente,
colpevole di un dono mai a fondo compreso
ringraziarlo per quanto di bello si possa vedere
in una meravigliosa quiete dopo la tempesta,
Ringraziarlo per essere riuscito
a creare il tuo viso così tanto amato
plasmando un dipinto informe dell’Universo
in un’immagine nativa di bacio eterno.

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Un posto magnifico ©

Se mi trovo a passeggiare
senza respiro
sul fondo del mare,
é perché anche qui
cerco i fiori del tuo giardino.
Qui la poesia é anima
e vive di sospiri silenziosi.
Quaggiù le sirene
cantano armonie
che solo il battito del cuore
riesce ad udire.
Hai mai ascoltato
l’eco delle conchiglie
dentro le caverne di Tritone?
Hai mai vissuto
il racconto dei suoi mari
in cui fare dono del cuore
restituisce tesori di vita
da immensità profonde?
Ci sei mai stata,
lí, dove tutto è parte del tutto
e il tutto assomiglia
così tanto a te?
É tua
la linea dell’orizzonte,
dove il mare
che si unisce al cielo,
evoca l’infinito
dietro ai tuoi occhi.
Un posto magnifico
dentro il quale
poter finalmente
dormire sereno.

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L’inizio e la fine ©

Se ti amo così tanto
non sará merito del tempo.
Di quello che non é bastato
a conoscerti prima di me.
Non sará vezzo di questa luna
che arrossisce di colpa
per non averci visto
accanto abbracciati.
Piuttosto sarà il vento
a ridurre lo spazio,
a lenire questo strazio
portando felice a me
il profumo della tua pelle
e il calore del tuo corpo.
Ma se io ti amo così tanto
è perché il tuo splendido cuore
mi ha trovato in lacrime antiche
ad attendere il tuo arrivo,
come si attende l’inizio e la fine.
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Nuvola ©

Nuvola,
saro’ come una nuvola
portata dal vento
chissa’ dove a morire.
Oppure il cielo,
saro’ come il cielo
che riflette la sua immagine nel mare.
E saro’ come il mare in tempesta,
un’onda contro gli scogli
che non potró spaccare
ma poi potro’ mutare.
Unirmi al vento gelato del Nord
per piangere cristalli di ghiaccio,
riposarmi sulle vette piú alte
e ridiscenderle in estate.
Diventare un fiume,
scorrere tranquillo
per lambire le tue mani,
farmi bere un po’ da te.
La realtá é mutevole,
basta poco per volare un pó piú su.
Libra la tua anima anche tu.
Saró una stella,
che migra curiosa
da un polo all’altro dell’infinito,
mi stancheró anche di esso
e poi potro’ ancora mutare.
Lasciarmi dardeggiare inerte
da un raggio solare
per affondare nel tuo corpo di seta,
fare l’amore con la luna
e poi insinuarmi nei tuoi sogni.
Diventare il nulla
nel silenzio piu’ totale
per lambire i tuoi pensieri
e farti assomigliare a me.

Il cavaliere ©

Forse non sai cosa sia un cavaliere.
Uno di quelli per estrazione e non per scelta.
Un cavaliere rimane tale, sempre.
Completa cicli di vita e li seppellisce,
ma rimane fedele sempre al suo istinto sacro.
Una spada e un cuore per i deboli e per i buoni
ma grande lealtà con i forti
e nessun rancore con i cattivi.
Un cavaliere dell’Ordine,
se dell’Ordine fa puro ideale,
nasce per essere diverso.
Per insegnare, prima a se stesso,
che il rispetto della vita è sacro,
che il rispetto delle persone è inviolabile,
che il cuore va accudito e conservato
e le spade vanno prima abbattute
ma poi riposte e riconsegnate.
Non tradire mai un cavaliere,
lui avrà ugualmente un fiore per te,
ma richiuderà la sua armatura.
Fuori dalla quale,
sa che a volte è meglio
non mostrare mai nè viso nè cuore.
Altrimenti fin da subito,
sarà colpito a morte.
Dall’uomo, ma anche da Dio.
Ogni cavaliere però
avrà sempre la dama
più bella del regno.
Una principessa,
che farà del suo destino un sogno,
del suo amore un’incanto e una magia
e che saprà riconoscere per l’eternità,
lo stesso soffio vitale che contraddistingue
il proprio esistere,
il proprio amare.

Mani intrecciate ©

Un posto strano
dove niente è più un motivo,
dove il tempo è senza arrivo,
dove brillano albe con i tuoi colori
e scendono giù tramonti senza dolori.
Dove senza nulla è mai a pretendere,
dove quello che sono
non è quello che sono stato,
quello che ho sognato,
non è quello che ho perduto.
Un posto strano
dove la dolcezza non dimentica,
le carezze non sprecano,
e il senso non è mai come lo pensi.
Un posto dove i pensieri
diventano parole non più sole,
dove non esiste smarrirsi
e nemmeno disperdersi.
Dove il tempo non è tormento
e le speranze diventano sogni.
Ho amato con tutto me stesso
il dolore che mi ha piegato,
sottomesso e cambiato.
Ho apprezzato la sofferenza
come un duro nemico fragile amico,
per comprendere la vera ragione
di un significato con espiazione.
Ti ho rivisto splendida nel sole,
i capelli su raggi di luna,
e gli occhi su carri di stelle.
Ti ho sentita forte
sulla pioggia nei campi,
nei rumori del silenzio,
ti ho creduta in tutti i luoghi,
ti ho sentita nei respiri,
ti ho amato in tutti i mattini,
per credere che non fosse mai
quello che fu per sempre.
E poi tu.
Che sai quel che sei.
Che hai quel che vuoi,
che non è ció che sei
e non é ció che vorresti.
Che aspetti da una vita in sogno
ciò che più nella tua vita temi:
barche bellissime pur senza remi
alla deriva di un amore libero
inebriante e senza schemi.
Non ti accorgi di aver ormai nascosto
dentro un cuore mai fuori posto
la parte migliore dei tuoi sogni
dentro una chiusa piena di scrigni.
Guardami negli occhi con i tuoi,
prova a non volgerli all’ovvio,
Liberali dentro il tuo mondo
puro e nobile di bambina.
Vedrai che troverai
le stesse cose che ami.
Le sentirai ormai intrecciate
dentro le nostre mani abbracciate.
Questo caldo posto strano
dove scoprirai da sola
che non ci siamo piu ritrovati,
perchè non ci siamo mai perduti.
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