Archivi categoria: Suggestioni©

L’universo non ha orecchie (©)

Sono ali senza corpo,
divento quando mi invento.
Sono vento che disordina,
volo se trovo cielo
plano nel mio riparo.
Tu sei acqua che si fa seta,
e sete che è desiderio.
Ogni istante raccoglie,
di foglie la terra,
una coltre copre
il cielo capovolto.
Mi chiudo al calar del sole,
non ho petali che
sopravvivano alle notti.
Resisto invano,
giro la clessidra
e disperdo la polvere.
Disegno, sminuzzo e mescolo,
l’Universo non ha orecchie,
ha solo la sua vecchia idea.
E se la notte sono un pensiero
non sarà la ragione a perdere,
ma il cuore a ritrovarsi,
battendo libero.
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Il pensiero a te (©)

Sono via dappertutto ormai,
lungo le strade dei tuoi occhi.
So che l’amore è la legge di tutto,
ho subito che la legge di tutto
non può essere mai l’amore.
La mia spada a guerra
sull’ineffabile, sull’indicibile,
ha i segni del tempo.
Il mio cuore di cavaliere
pesa tra i silenzi del mondo,
rovista stanco tra rovi ingialliti.
Cerco da tutte le vite
il profumo della mia rosa,
ho visto appassire tante volte
solo gardenie di un giorno.
Sono fermo a me
tra lacrime asciutte,
stenta già il cammino,
passi e valichi angusti
un tempo senza segreti
diventano sentieri chiusi.
E’ una nube senza veli,
quella che mi trasporta,
tutte le notti ,
lontano dai miei giorni.
Il mio cuore è un debito
la mia vita il mio strozzino.
Non sembrano più orizzonti,
gli abbracci del cielo al mare,
piuttosto suggestioni salvavita,
illusioni per la mente
che poco regalano al cuore.
E la mia vecchia luna a metà
dai chiarori antichi e unici
svanisce ogni notte di più
dietro temporali stanchi
che hanno l’ardire
di coprire il cielo,
nascondere il sole
ma che non potranno mai
coprire la luce dietro essi.
Non potranno mai rubare
il pensiero a te.

corto trasparente c

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Irrimediabile ©

Non mi sento lontano,
lo sono.
A volte ci credi, di esserci.
Altre volte ancora di più.
Ma essere lontano sempre,
per sempre e da sempre,
ovunque io vada,
fa parte di me, di quello che sono,
di quello che non riesco ad essere
e di quello che non sarò mai.
Lontano è una patologia,
una malattia del riparo,
che per se stessa,
trova rifugio da lontano.
Lontano è un pensiero
per non pensare,
una maledetta sfida alla vita
che restituisce ciò che crede
e mai quel che si desidera.
Nelle sabbie mobili della battigia
non ci sono poi così tante pietre
a forma di cuore da raccogliere.
Solo che le pietre restano pietre,
e la forma del cuore rimane idea.
Una bellissima idea
di cui io non sono mai il demiurgo.
Intrecciare i cuori,
lo cerco in giro per la vita,
da una vita.
Nessuno ha colpe o torti,
nessuna mancanza in effetti.
Il mondo ha delle regole
che placano ragione e coscienza.
Quello fuori dal mondo,
sono io e la mia pena.
Irrimediabilmente io
con tutto me stesso
da solo e da lontano.
Da dove ti amo
e ti amerò sempre.
Irrimediabilmente.

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Senza aria ©

É una stanza senza finestre
quella dentro i pensieri.
Latente, asfissiante,
a volte devastante.
Ci sono entrato una volta
una volta sola,
non ne usciró più.
Ho provato ad arredarla,
dipingendola di colore,
l’ho resa soffice
il più accogliente possibile.
Ma manca così sempre l’aria
che sembra manchi la vita.
La riconosco stasera,
ancor di più.
Una sera senza aria,
un’altra sera senza te.

corto trasparente c

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Canto d’amore ©

Quando penso di te,
penso al mondo senza di noi,
penso a te lontana da me.
Quando guardo
oltre questa pioggia d’estate,
corriamo felici sui campi di sole
immersi tra tutti i profumi dei prati.
Lo senti quel canto d’amore lontano?
Se provi a sbirciare dal tuo cuore
ci sorprenderai teneri e abbracciati
intrecciati sui gradini delle nostre anime.
Non ti fare rubare mai il tuo sorriso,
non perdere la speranza dei tuoi sogni,
sii sempre presente a te stessa e agli altri,
io sarò accanto a te, a reggerti il cuore
e a prenderti tra le nostre braccia,
quando i colori del mondo, a volte,
ti sembreranno grigi e spenti.corto trasparente c

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Ti sembra un caso? ©

Ti sembra un caso
il cielo stasera?

Avrá visto cadere le stelle,
ma forse disconosce il segreto,
oppure sa giá tutto di noi;

da sempre insegue i sogni
avrá contato meteore e comete,

misurato longitudini e latitudini,
oltrepassato orizzonti e sestanti,
rivissuto passato e futuro,
illuminato il buio di tutte le notti,
restituito vita e speranza
e infine .. é arrivato a noi.
corto trasparente c

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La Regina del Re ©

Ogni attimo della mia vita, ogni metro del mio cammino, ogni barlume del mio pensiero è stata sempre una partita a scacchi. Costruire le torri per le difese, addestrare i cavalli per il volo e la libertà, istruire alfieri per le battaglie, inviare pedoni alle frontiere verso l’orizzonte e provare ad essere un Re, difenderlo, e amare una Regina, assoluta, non prima di averla ritrovata, agghindata d’amore e di desiderio e averla abbracciata di vita e di mondo. Una dannatissima partita a scacchi la mia, lunga una vita, finanche con il dolore, la sofferenza, il ricordo, lo squarcio. E anche il mio cielo, anche lui, come me, a spostare i suoi Re, le sue Regine e tutti i pedoni attorno a me. Bruciarmi la terra e irrobustirmi i piedi, scavando nei miei dolori per costruire un cavaliere. Non sono ancora riuscito a fare scacco matto. Per riunire cieli e mari, sopra le loro montagne in vetta e i loro fiumi a riva. Ma in compenso, ho ritrovato la mia Regina. Unica, rara nel suo genere. Una dama donna di nobile spessore. La proteggerò con tutti gli arrocchi possibili, alzerò le Torri a protezione del nostro amore, istruirò i cavalli a costruirsi ali più sicure, amerò i suoi alfieri con la forza dei miei pensieri, ammirerò le sue nobili terre incontaminate, auree di cotanta bellezza, alzerò scudi e soffierò nuvole. Non più marrani o predatori, mai più pene o dolori per Lei. Non più scacchiere, nemmeno pezzi, nessuna strategia, nessuna tattica, nessun fine, nessun mezzo, nessuno scopo. Solo l’amore, solo per Lei, tutto l’amore di cui sono capace. Per ritrovare il quale, ho attraversato deserti e sabbie mobili, venti tuoni e saette sopra di me, predoni di tutti i regni e streghe di tutti i boschi nel mio cammino. Ho chiesto aiuto ad elfi e folletti, maghi e fate di reami incantati per arrivare a Lei. Ho amato le stelle. Ho parlato al sole e cantato alla luna. Ho ucciso lupi in branco e jene affamate. Ho sentito il Suo profumo da molto lontano e ho attraversato mondi di ghiaccio e di cristallo, ho bevuto ruscelli e mangiato bacche. Ho dormito su sassi appuntiti che covavano serpenti velenosi e bisce infide. Ho creduto di volare e amare, mentre strisciavo e morivo. Ho temuto i miraggi delle illusioni, ho scoperto le apparenze delle lusinghe, ma ho amato i sogni nei miei sonni. Ho avuto la visione di Lei. Principessa Regina. Meravigliosa come meta. E sono arrivato al Suo castello. Dolorante e stanco, incredulo ma felice. Ho visto il Suo giardino di rose. Colorato come le luci dietro i Suoi occhi. Come i teneri sogni dietro i Suoi pensieri. Ho amato il Suo viso e ho riscoperto il Suo segreto. Bello come Lei. Ho riconosciuto il Suo desiderio trasparente come il mio. Delicato come la Sua pelle e morbido come le Sue labbra. E non importa quello che sarà. Io sono arrivato a casa. La mia casa è il mio regno. Il mio regno è il Suo castello. Dove libertà, amore, desiderio, rispetto, fiducia e Lei, sono parti integranti della stessa luce che filtra dai Suoi occhi. Immensi, come immensa la gioia di provare a regalarLe quello che il Suo nobile cuore attendeva da tempo senza ormai crederci fino in fondo: un sorriso eterno e universale che già Le apparteneva fin dalla notte dei tempi. Lì dove l’ho conosciuta e riconosciuta tutte le volte che l’ho amata.

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