L’ultima lucciola

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L’ultima lucciola rimasta accesa questa notte ha preferito spegnersi. Ma io riesco a vederla ancora, la sensazione che sale nel cielo è come un occhio acceso sul buio. Ogni lucciola non sa perché è nata, ma spera di poter illuminare chi la guarda con occhi di bimbo. Le lucciole sono come le parole, quelle che per amore escono fuori da ogni cuore. Vengono fuori già pronte. Pulsano di batticuore e profumano di bello Si compongono a frasi fatte, ma vivono di luce propria e si animano per illuminare. La differenza la fa chi legge i colori, chi sa sfumare una piccola luce nel buio, chi ama il significato del semplice perchè ama e sa farsi amare. E il silenzio non è mai assenza, nemmeno quando non resta più neanche una lucciola accesa.

@ilcortomaltese

Pipe a mare

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Non so se ci sei.
E mi sembra di non esserci nemmeno io.
Questo che scrive al posto mio per te
su pergamene umide e fradicie
ancora non ha capito o non vuole capire.
E mi ritiro insieme a me da me
ad ammainare vele e pensiero.
Mi sveglierò quando e se
comincera a sciogliersi l’iceberg.
Buonanotte principessa dama iceberg,
regina del ghiaccio e del distacco.
Capitan Tempesta si ritira sul cassero a fumare la pipa
incagliato con chiglia e dottrina
a qualche miglio di mare da te.
Aspetterò a motori fermi e gelati
l’arrivo dei venti caldi del Sud.
Sai, non è tanto vero forse che
la mia nave è fulmine,
torpedine e miccia,
scintillante bellezza,
fosforo e fantasia,
molecole d’acciaio, pistoni,
guerra lampo e poesia.
E’ solo un brigantino antico
con vele quadre stracce all’albero di trincetto,
randa e controranda consunte all’albero maestro
e fiocchi a prua intonsi come la malinconia,
con un’odore di legno fradicio
che mal tiene ormai acque fredde e agitate.
E io non sono altro che un capitano folle
che è nato per incedere su mari burrascosi
lungo sentieri magici di onde che toccano il cielo,
a credere che attraverso essi si arriva alle nuvole.
Buonanotte alla tua assenza principessa.
Buonanotte a me.
Pipe a mare e stelle al cielo.

@ilcortomaltese

Senza sestante

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Insieme è utopia. Accanto non è per tutti. Dementi i sogni. Intransigenti i pensieri. Il sole si nasconde. La luna ammonisce. Il giorno sembra trasparente La notte distende le ombre. Tutto senza orizzonte. Sabbie mobili irreversibili. Il sestante non ha parallasse. Le stelle guardano e riflettono, luci e pensieri universali Come me che guardo la mia stella, con i pensieri di un sole sperduto. Una stella senza mai il suo sestante.

@ilcortomaltese

Imparare ad amarsi

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Giorno per giorno, senza sapere cosa mi aspetta. Gioia e tristezza sempre presenti, due stanze vicine comunicanti. E dentro sentire che niente finisce mai. È un tempo infinito il presente, non passerà il dolore. Ma bisogna imparare ad amarsi. E bisogna imparare a lasciarsi. E poi vivere ogni istante fino all’ultima emozione Solo così saremo vivi in una gabbia di ossa ma di libero cuore. C’è dolcezza in ogni dolore a custodia dell’infanzia libera. A volte ti ritrovo ancora lì. Eppure sentirti ancora dentro. Sentire che ancora esisti, felicità. Abbracciami ancora una volta con i tuoi occhi, forse mi basterà. Bisogna imparare ad amarsi Bisogna imparare a lasciarsi. Infinite volte, giorno per giorno. Senza sapere o pensare.

@ilcortomaltese

Nel mio cuore

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Nel mio cuore il tuo cuore di perle.
Aperto sugli occhi tuoi d’incanto,
schiuso su sogni d’arte sopiti.
Nei miei battiti i tuoi respiri,
sospiri di mai perduti sogni.
L’anima ammalia i desideri,
il senno placa le armonie.
Le attinenze eteree ed eterne,
universali nel loro incedere
ascoltano l’eco del proprio viaggio.
Non saranno presumibili,
assumono l’aria di insospettabili,
ma agganciano la vita nel suo percorso
e arrivano molto, molto vicini
a connessioni indissolubili e indivisibili.
Stupiscono l’incedere placido
e si nutrono di meraviglioso.

@ilcortomaltese

So di fiabe

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Il giorno nasconderà l’alba stamane,
se non vedrà i tuoi occhi di sole.
Il cielo che ormai ha il tuo sorriso.
aspetta te, solo te.
Nemmeno il sole vorrà sorgere,
le colline si sveglieranno nel buio
e il mare non giungerà più a riva.
Eppure io so di fiabe che nessuno sa,
conosco di rospi che diventano principi.
So dove d’inverno nascono profumate le azalee.
So dove, timidi, si nascondono al buio i girasoli.
Vengo da lontano con destriero e fardello,
vengo da un tempo così lento da fermare l’istante,
e da un viaggio così lungo da rimanere eterno,
arrivo in cima al mondo alla ricerca degli arcobaleni,
ruberò loro i mille colori dell’amore
e te li donerò insieme ai tuoi mille sogni.
Io, Cavaliere del Re,
la mia spada per dame e cortigiani,
ma il mio cuore solo al servizio del tuo,
il cuore riservato ed esclusivo
della più bella Principessa del Reame.

Colline immaginarie

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Colline immaginarie. Distese di sole sui pendii. Margherite e girasoli a profumare di vita il tempo. Non sono i sogni le chimere, di fato vestite e impreziosite, piuttosto la vacua ratio che non permette di infiorare. Adagio i semi sui colli vorrei veder fiorire i rari tulipani radiosi e le rose senza spine trasportate a becco su per giacigli preziosi da bianche e luminose colombe che libere mai seppur lo sono.

@ilcortomaltese