Il varco (©)

Comment 1 Standard

Mi ostineró a cercare il sole
fino a scottarmi irreversibilmente.
Voglio fissarlo e accecarmi,
farmi evaporare le lacrime
fino a bruciarmi gli occhi.
Voglio trovare il varco
e raggiungere infine lassù
l’oasi che appartiene al tutto.
Arrivarci per comprendere
o forse non comprendere mai,
ma per riuscire a raccontarti
dai giardini dell’Universo
di aver nuovamente vissuto
dopo averti ritrovata,
in nome del tuo amore.

Un alveare di api (©)

Leave a comment Standard

A volte metto il viso dentro un alveare di api.
Mi faccio del male perché il miele venga migliore.
A volte puoi comprendere una persona da cose semplici,
da come si allaccia le scarpe, o se porta scarpe da lacci,
da come apre l’ombrello, e se sa sorridere alla pioggia,
se ama fare il bagno, oppure preferisce la doccia,
se ama parlare soltanto, o se riesce ad ascoltare,
se invoca la sua pazienza o fa a pugni con l’insofferenza.
A volte ti soffermi a vedere cosa c’è di uomo in una donna,
o quello che potrebbe essere aggraziato e femminile in un uomo.
Molte volte ti accorgi che sopravvivere non è vivere.
Te ne accorgi dagli occhi spenti della gente sul tram,
sui taxi, sulle metropolitane, allo stadio, al bar.
Vorresti leggere le vite dietro quegli occhi.
Vorresti scovare le loro speranze, lì dove sono finite,
riprenderle e rimetterle a nuovo, riscoprirle per ridonarle.
Vorresti rimettere nei circoli mentali
il grande concetto della seconda possibilità,
quella che la vita ti dona sempre,
quando ti insegna ad aprire il tuo cuore.
Io ho imparato che la gente ha solo bisogno di un abbraccio.
Ma anche di una semplice pacca sulle spalle.
Di una stretta di mano. Di una parola di conforto.
Di una presenza. Di un semplice sguardo. Di un piccolo sorriso.
Ha bisogno di credere ancora. Di poterlo fare. Di riuscire a farlo.
Ho imparato che ogni giorno si dovrebbe fare.
Si dovrebbe raggiungere e toccare qualcuno.
Con le mani, con l’anima, con il cuore.
Ho imparato che la gente dimentica presto quello che fai,
dimenticherà dopo un po’ anche quello che hai detto,
ma non dimenticherà mai come si è sentita quando l’hai toccata.
Toccata nel cuore e nell’anima. Con il tuo e con la tua.
Il tempo poi dissolve sempre quello che è superfluo
e conserva sempre quello che è necessario al vivere.
Quando e se tu, poi, non riesci a trovare il senso,
prova a guardare dentro il pozzo del tuo incomprensibile,
per raggiungere il segreto del mio significato.
Se non hai trovato nessun senso a questo significato,
forse è perché il significato non ha il senso che vuoi dare tu.
Il cuore non ha ombre e non conosce bugie.
Il mio non ha mai conosciuto caverne o burroni.
Ha volato sempre libero insieme al tuo.
Abbiamo fatto un volo, tu sei ancora splendida lassù.
Io sono solo sceso a terra. E’ qui il mio significato.
Devo riprendere per risollevare.
Forse non ha tanto senso come pensi tu.
Ma se scendi dentro quel pozzo, capirai di più.
Io so solo che da qui, sei ancora più bella e leggera,
e io nemmeno per un solo secondo perderò l’incanto
del battito delle tue ali e del tuo cuore,
ma devo raccogliere i rintocchi delle campane
che agitano il mio Universo, da allora.
E’ così che si vola, nonostante.
E’ così che ci si fa del male per farsi del bene.

La scelta (©)

Comment 1 Standard

Viviamo in un Universo misterioso ma buono, che è dalla nostra parte qualunque cosa accada. Attraversiamo l’esistenza lottando per l’equilibrio, tra gioia e dolore. La sofferenza prima o poi tocca la vita di tutti e quando questo avviene ci sentiamo fragili, dimentichiamo che ogni evento ha un senso e uno scopo ben precisi nel grande disegno dell’Universo, ci domandiamo perché stia succedendo proprio a noi. Ma forse è il “proprio a noi” che fa la differenza nei conti universali. La scelta sulla sofferenza, e sulla crudeltà di essa, non è solo destino imponderabile, ma anche il dono di una qualità e di una capacità di andare oltre, una possibilità importante di cominciare a comprendere l’oltre. Cosa sia l’oltre, quanto importante è nel cammino universale e soprattutto dove sia, un giorno lo sapremo.

Fiaba stregata ©

Comments 2 Standard

Ritornare è sempre morire.
Le favole non sono certezze.
Le puoi raccontare,
farti ammaliare.
Le puoi ornare belle,
ricoprirle di rose,
le puoi colorare,
le puoi profumare,
Ma ritornare
strappa la magia,
lacera l’incanto,
ti ributta nell’ovvio,
nel comune necessario,
ti ammanta di duro vero,
reale, pratico e stabilito,
confinato e limitato.
Ma io non riesco ad uscire,
quando ritorno odoro di perso.
Ancora e poi ancora.
Il giorno in cui sono entrato
da me e te accompagnato
dentro questa fiaba stregata
è stato per non uscirne più.
Mai più.

In viaggio nel tempo ©

Leave a comment Standard

GLI OCCHI DELL’UNIVERSO

Al momento solo in formato ebook su:

Ibs.it

Streetlib

Tutti i diritti riservati. Copyright EAN: 9788829571949

SINOSSI
E’ un’analisi discorsiva e a tratti romanzata dell’Universo e della nascita della vita. Un parallelismo tra realtà e sogni, tra verità e presunte verità all’interno della teoria del viaggio nel tempo. Narrativa e prosa, poesia e misticismo in una serie di capitoli che solo apparentemente sembrano scollegati tra di loro. Prima parte fisica, filosofica e metafisica. Seconda parte improntata sulla poesia: una donna, Lei, che riappare con le sembianze di un amore, un altro che riporta solo due occhi. Simili, uguali a quelli dell’Universo che non ha lo scorrere del tempo così come il nostro. Un universo che riporta indietro e avanti in soluzione circolare, l’inizio e la fine del tutto, dove tutto finisce lì dove ancora una volta ricomincia. In queste pagine, siamo in un posto strano. Particolare. Dove tutto è niente e il niente può avere il valore di tanto. Dove il nulla a volte è intenso e il tutto si nasconde.Sono appunti. Pensieri e congetture. Tutto in una idiosincrasia reale, vera, tangibile. Come nei sogni, in cui tutto sembra, perché tutto è.A volte non sappiamo qualcosa, solo perché non l’abbiamo mai sperimentata. Ma non per questo è certo che non esista. E tutto quello che non è spiegato dalla fisica, dalla chimica, dalla matematica o dall’esperienza reale, non è detto che non sia più certo delle certezze acquisite fino a questo momento. I sogni appartengono all’inconoscibile mnemonico, ma non per questo mai accaduto o da accadere. Ci portano in un mondo surreale in cui viviamo come se fosse tutto vero, perché è vero. I sogni sono esperienze. Sono il nostro raccordo con l’universo, uno dei multiversi, con l’infinito, con il tutto. Attraverso la lettura, ti troverai immerso nel mare dei tuoi, di sogni, non sempre belli e pacifici. Un posto dove non esiste quello che sai, non esistono punti cardinali e non esistono certezze, dove esiste solo la meraviglia del dubbio e dell’incerto, inconoscibile perché non conosciuto ancora, dove tutte le conquiste saranno ancora dubbi e dove esistono solo i colori, gli odori e i sapori, le infinite luci dei sensi e dei significati, esistono gli afflati dell’amore puro insieme ad istinti ancestrali, prestati da questo mondo che forse non è il solo.

In eterno ©

Comments 3 Standard

Se io non ci fossi,
nascerei solo per te.
Se non ti conoscessi
cercherei solo te.
E se sapessi amarti
tanto da riconoscerti,
se riuscissi a non perderti
tanto da trattenerti,
amerei in eterno te.
Perchè se dovesse essere
sarebbe solo con te.
Quando l’amore echeggia
e la luce del cuore ritorna
tutto l’universo ascolta.