Mare ©

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Il mare sulla riva
inghiotte la sabbia,
allunga la sua schiuma
mentre cancella le orme.
Le radici della terra
si nutrono di onde
e poi lo lasciano scivolare via.
A che serve essere mare
se neppure la più bella delle isole
riesce a trattenerti a sé.

La cura ©

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Soffiano solitari
i miei venti d’amore.
Si perdono in te
con le tracce di me.
Impotenti si infrangono
sui muri dei tuoi intenti,
bloccati intorno alla tua vita,
solo a lei saldamente legati.
Non sono io che cerchi,
sono solo quello che vuoi,
e se dovessi perdermi,
cercheresti ancora
solo ció che sono per te,
a colmare i tuoi vuoti.
Non sembra il nostro assieme
la cura certa del tuo bene,
il tuo fiume ricerca argini
solo perchè sia docile la valle.
E dentro me resta il vuoto
che appartiene al mare
e che scivola via da te.

Cielo lontano ©

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L’aria fresca arriva dal vento
a raccogliere i tormenti.
Si rigira a vortice su se stessa
senza riuscire a scioglierli.
Non sarà il giorno stavolta
a soffocare i fantasmi.
Loro volano sul tempo
senza averne bisogno.
La fiamma divora i pensieri
riduce in cenere le speranze
e dal dolore di una vita
cresce e si espande all’infinito.
Luccicano ancora i tuoi occhi
irraggiungibili dal sereno.
Se piove ancora
ormai sarà per sempre.
Resteranno tra le stelle
i miei viaggi nella notte,
sei così vicina
ma così irraggiungibile.
Non esiste pioggia
che non bagni la vita,
non si aprirà mai il sole
se non per scaldare.
Ma questo cielo lontano
ha con sé il suo mistero,
trabocca di universo,
sa cosa è la vita,
ma non sarà mai accanto.
Come il tuo abbraccio.

Devi ©

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Devi sapere che puoi essere come sei:
che non può ferirti nessuno.
Devi pensare che puoi fare quello che sei:
che non può cambiarti nessuno.
Devi sentire che la tua vita è come sei:
che fa male ascoltarla diversamente.
Devi capire che devi seguire il cuore:
che la ragione forse serve solo agli altri.
Devi provare a lasciar andare le emozioni:
che le deve trovare qualcuno come te.
Devi avere la forza di continuare a sognare:
che la speranza non muore mai dentro.
Devi aprirti a chi ti ama veramente:
che è sempre più raro trovarlo.
Devi fidarti dell’armonia dell’assieme:
che è l’unica cosa che protegge.
Devi imparare che a volte non è come vedi:
che devi andare a fondo per ritrovarti.

E non è notte mai ©

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Miseferi e Battaglia in Calabrisella Mia  (Rai 1)

In morte di Giacomo Battaglia

 

Mi senti sono qua
a un passo come sempre,
con l’anima inzuppata
di lacrime e speranze.
Mi senti sono qua
a un passo, ad un respiro.
Mi dicono di muri
e notti insormontabili.
Ma non c’è notte mai
per chi si passa l’anima
per chi ha diviso spigoli
e si è fumato gli attimi.
E non è notte mai
se ti sorride l’anima,
per chi si inventa oceani
soltanto da una lacrima
Mi senti sono qua
scalzo tra chiodi e vetri
con la barchetta e i remi
pronto per navigare.
Ma certo, siamo qua
siam marinai incalliti
e sorridiamo ai nodi
e ai mari inferociti.
Mi senti sono qua
a un passo come sempre
con l’anima inzuppata
di lacrime e speranze.

Calabrisella Mia  (Rai 1)

Elementare ©

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Elementare,
come un bacio in una favola,
come i sogni la domenica.
Elementare,
come un’altalena libera,
come un pallone che rotola.
Elementare,
come un uomo che sta seduto
con la sua ombra accanto,
mentre osserva attonito
l’ingresso del suo labirinto.
Ha il futuro che lo insegue
e il suo passato davanti,
E resta lí, fermo con se stesso,
con la testa sul volante
e un piede sopra il freno,
immobile al solito incrocio
tra il niente e una vita in meno.
Poi una mano leggera
gli sfiora dolce il viso
e tutto all’improvviso è.
Un altro uomo o forse lo stesso,
cammina lungo un precipizio,
sembra indifferente
e non guarda in basso.
Niente piú sensazione
di essere immortale,
ma solo timore di perdere tutto.
Poi vede quella stanza
in fondo al corridoio,
quella in cui quando si entra
tutto quanto è buio.
Così afferra la maniglia
respira, chiude gli occhi,
apre la porta e tutto è li.

Naufraga ©

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Mi hai insegnato
a non poter fare niente.
Io che non sono mai riuscito
a fare niente di buono per te.
Naufraga nel mio stesso mare
annaspi delicata senza rumore,
e io non so come trascinarti a riva
perché non so da che parte andare.
A volte, troppo spesso, non respiri
e sai che non passerà mai.
Dirti che anche io sono come te
non servirà a lenirti il dolore.