Molte volte …

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Molte volte diventano le solite volte, a volte.
Ma non sono le solite volte ad essere le uniche volte.
Il generale non è mai l’originale e l’unico.
La specie dell’unicità non è mai il gregge dell’insieme.
La differenza non la fa il numero delle volte o le volte dei numeri.
La differenza la fa la costanza del pensiero e lo spessore del vissuto.
In ogni dove c’è sempre una volta da vivere fino in fondo.
L’importante è viverla sempre alla propria maniera,
con l’incedere del proprio pensiero e la sensibilità del proprio vivere,
e ogni volta varrà sempre la pena di svegliarsi a malincuore da un sogno,
che se sogno è stato è perché ci si è svegliati…bruscamente….
altrimenti sogno non è…ma realtà da vivere attenzionare e riflettere….

© ud

 

Un Ciuffo e una Stella

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Un Ciuffo di sogno sulla scia d’argento di una Stella.
In volo su due occhi riflessi tra loro a sfiorare l’unisono,
tra i pensieri felici, sorpresi a rincorrere i respiri,
con la speranza dell’incanto in cima al sottile desiderio
e il timore discreto e riservato in fondo all’idea di un sogno,
è proprio lui che regge le fila:
seguilo fino in fondo il sogno, non sarà lui a deluderti …

ilcortomaltese©

Mauna Kea

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Un team di astronomi giapponesi ha scoperto, tramite il più grande osservatorio astronomico ottico, la più antica galassia mai osservata finora, distante 12,91 miliardi di anni luce e risalente quindi a 12,91 miliardi di anni fa. Il National Astronomical Observatory of Japan è situato a Mauna Kea  nelle Hawaii, su di una cima di 4200 metri. La scoperta della galassia, denominata SXDF-NB1006-2, è stata riportata sull’Astrophysical Journal. Le stime attuali portano l’origine dell’universo tramite Big Bang a circa 13,7 miliardi di anni fa: la nuova galassia sarebbe quindi una delle prime a essersi formate.

cocaina

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La brezza dell’alba sa il fatto suo.
Appena il tempo di arrivare,
il tempo di scendere e guardare.
E poi via. La stessa strada. Lo stesso giro.
E il distacco da questo posto.
Mi riporta quel che è stato,
mi trafigge il cuore e l’anima.
Come una lama rovente.
Un girotondo di sensazioni.
D’altronde sono qui apposta.
Come ogni giorno a cadenza di ogni anno.
Sono tossico di nostalgia, dipendente dai ricordi.
Fa dannatamente male,ma è la mia cocaina.
La mia emicrania.
Un giorno mi ucciderà.

©ud

Le maschere

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Chissà se un giorno butteremo le maschere che portiamo sul volto senza saperlo. Per questo è tanto difficile identificare gli uomini che incontriamo. Forse tra i tanti, fra i milioni, c’è quello in cui viso e maschera coincidono, e lui solo potrebbe dirci la parola che attendiamo da sempre. Ma è probabile che egli stesso non sappia del suo privilegio.

Eugenio Montale

l’ipotesi…l’idea…il nulla

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Avanzo un’idea che si è formata da un’ipotesi, naufragata come al solito nel nulla.

L’ipotesi:
Data una sensazione proveniente da un’emozione elevata al quadrato, la somma dei pensieri a supporto sono ad essa direttamente proporzionali .

L’idea:
Surrogare le azioni a sostegno per dimostrare che se il baricentro dello scambio di emozioni cade dentro la base d’appoggio del bene come unico e solo significato della vita, la torre pendente e fragile dell’animo umano forse riesce a trovare una sua stabilità universale.

Il nulla:
Non cambia mai nulla: uomo o donna che sia. Pensi di esser riuscito a trovare una luce diversa dentro due occhi in mezzo a tanti occhi uguali. Ci credi. Ci metti un punto. Prima interrogativo. Poi esclamativo. Poi dal punto di partenza ti ostini ad arrivare ad un punto di arrivo. Un punto. Invece sono linee morte. Binari morti. Uguali. Dannatamente uguali. Come ce ne sono milioni nel mondo. Che conducono treni fantasma. Con dentro le facce e le parole a corredo di un mondo uguale a se stesso. Che si specchia nel nulla. E alla fine non riesci mai a capire come ogni volta è sempre la stessa volta. Come ogni volta. Risposte scontate e stolte a domande universali ed eterne. E non resta altro che issare le vele e salpare. Anche se ormai le terre lontane sono finite. Mondi lontani e diversi non esistono. Il solito errore intelligibile, continuo, violento, marchiano, testardo. Nemmenotulopuoifare.

@ud

Come se non fosse …

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Come se non fosse.
Dovrebbe essere come se non fosse.

Come se non fosse io.
Io in quanto io.
Io è un pronome soggettivo affiliato.
L’affiliazione è un controllo da parte di un’altra entità: l’egoismo.
Chi pronuncia spesso la parola io, ha sviluppato nel corso degli anni un improprio senso di sè.
Che fa apparire sicuri, che difende dalle fragilità,
che mette il proprio senso in un insensato piedistallo
e che è frutto di prevaricazione e debolezza. Soprattutto.
La forza, quella vera, è il coraggio. Il coraggio è un’altra cosa.
Il coraggio è tendere una mano, intrecciare una mano,
donare una pacca su una spalla, condividere una lacrima, una gioia.
Senza pensare a nulla in cambio.
Ma sul serio. Farlo sul serio.
Come una carezza di Dio sul capo.
Lui solo sa quanto ne ha bisogno ciascuno di noi.
Soprattutto quando crolla un pezzo del nostro mondo.
Che è così sottile e delicato.
Ecco perchè io in quanto io è un pronome indelicato.

Come se fosse.
Dovrebbe essere come se fosse.

Come se fossi tu.
Tu in quanto tu.
Tu è un pronome indicativo amicale.
L’amicizia è uno stratagemma che usa il cuore per sprigionare il bene.
Non per esibirlo.
Il bene non ha bisogno di essere dimostrato.
E non vuole essere nemmeno cercato.
Se c’è lo leggi negli occhi e nel sorriso.
Sarà lui poi a fare il resto.
Il bene non è figlio.
E non è mai stato padre, nè madre.
Il bene è nato insieme all’inizio dell’inizio.
E’ l’inizio. La radice. L’essenza prima.
E’ quello per cui siamo al mondo.
Ecco perchè tu in quanto tu sei un pronome con gli occhi e col sorriso.

Come se fosse
Dovrebbe essere come se fosse

Come se fossimo noi.
Noi in quanto noi.
Noi siamo un pronome plurale impegnativo.
L’impegno è la responsabilità che abbiamo nei confronti degli altri.
Non possiamo guardare in basso, per paura di guardare negli occhi.
Non possiamo evitare il male, semplicemente pensando che non esista.
Non possiamo stare bene di per sè, se qualcun altro sta male accanto a noi.
L’impegno è solidarietà. L’impegno è civiltà, onestà, lealtà, cortesia, dolcezza.
L’impegno è correttezza, educazione, delicatezza, garbo, gentilezza.
L’impegno è noi.
Ci vogliono uomini e donne forti. E la forza non è la potenza.
Ma l’efficacia e la dolcezza di un sorriso. A partire da quello.
Ecco perchè noi in quanto noi siamo un pronome plurale impegnativo, molto impegnativo.

Come se fosse
Dovrebbe essere come se fosse

Come se fossimo stelle.
Le Stelle sono scintille di luce e frammenti di universo,
che conservano i ricordi di tutti i mondi.
Vagando viaggiano nel tempo e nello spazio,
incontrandosi per incrocio estemporaneo di astri,
oppure scontrandosi violentemente, come noi,
ma alla fine del giro si riconoscono.
Sono meteoriti incandescenti di stelle comete simili.
L’Universo e i suoi misteri infiniti
sono come custodi, come geni ereditari
dei nostri tu e dei nostri noi.
Custodiscono e tramandano le vere radici,
quelli del bene incontaminato.
E’ la terra, la ruvida terra che talvolta
sporca le scintille con la sua fragilità
e trasforma il tu e il noi con il misero io.
La magia resta invece a chi lo può fare.
La magia di poter essere tu e noi.
So riconoscere chi ha questa magia.
Non ho bisogno di parole.
So leggere gli occhi. Riconosco il sorriso.
Tulopuoifare.

© ud