Lo spirito del Falco

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“Vorresti volare un po’ con me?” domandò il falco.
“Volentieri” risposi, e saltai sulla schiena del magnifico rapace…
“Dove mi porti?”, chiesi mentre il falco spiegava le sue ali e spiccava il volo.
“Ti porterò in un luogo dove i sogni diventano realtà
e le anime si tramutano in gocce di pioggia”,
disse e la sua voce si levò di tristezza.
Io domandai stupito:“Perché avverto la tristezza nella tua voce?
I sogni che prendono vita sono doni di vera felicità”.
Il falco rispose: “Spesso la felicità percorre vie circondate di spine.
Bisogna pazientare un po’, prima che essa entri nel nostro cuore”.
“Dove si trova questo luogo misterioso, dove i sogni diventano realtà?”
“Ci troviamo al centro di esso”, rispose il Falco.

Gerhard Buzzi

il solito pensiero

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Eccolo qui….incurante di tutto.
Il solito pensiero dal centro del cuore all’estremo dell’orizzonte,
a ridosso della sottilissima linea marecielo,
lì dove tutte le stelle che cadono dal cielo
diventano luccicanti stellemarine.
Il solito pensiero.
Puntuale e sottile. Leggero. Eterno.
Difficile. Irriguardoso. Irritante. Speciale.
Sa di sale, di sole, di vento tiepido sulla pelle,
sa di petali e di stelle, di lentiggini e di scintille colorate.
Andrà a vedere cosa mai ci sarà oltre la fine degli occhi.
In volo dove c’è sempre il sole.
Al di sopra delle nuvole e della pioggia.
Non faccio mai nulla per trattenerlo.
Nemmeno ci penso mai…
Nè per tentare di spiegargli che non è più tempo…ormai…
Che non voglio raccontato più niente….
Dovrei io spiegarli che non è più tempo per i principi e le fate,
dovrei dirgli che le favole ormai le scrivono i cattivi
e che il finale è sempre un vortice che ti ingurgita.
Lui non mi ascolterebbe in ogni caso, sarà già volato via intanto
come un airone leggero imponente ed elegante.
Non sta mai a sentire d’altronde.
Soprattutto la ragione. Per di più la mia che non ha mai avuto schemi.
E quando torna, il giro è lo stesso sopra i ricordi.
Lui sa bene quello che ha visto. Ci va apposta.
Anche io so quello che vede. L’ho visto anch’io un tempo.
Scende ad ali spiegate immobile nell’aria,
arriva trasportato dal vento leggero
e si accomoda sorridente ad un nulla dal dentro me,
e per un attimo si allinea agli altri miei pensieri,
quegli altri, che sono da tempo ormai impegnati
nei loro soliti rituali scontri a fuoco.
Lo vedo per un attimo riportarmi quella vecchia luce perduta.
Ma spero sempre che gli altri pensieri non lo scoprano.
Faccio in tempo ad aprirgli la porta della mia testa,
lo copro sotto di me, per evitargli di essere violato,
e poi lo faccio accomodare nuovamente nel posto più caldo del mio cuore,
lì dove nessuno degli altri pensieri
lo può scovare, turbare o importunare….

 

 ©ud

 

Profumo

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Profumo.
il profumo non è l’odore comune che caratterizza,
non è il connubio di essenze aromatiche sulla pelle,
o la caratterizzazione aromatica di un luogo.
Il profumo è l’essenza della presenza,
il fluido magnetico che una essenza umana emana,
la magia che trasmette un luogo invece di un altro.
La femmina è un connubio di essenze aromatiche.
Il maschio ha un connubio di essenze aromatiche.
Un paese odora di quello che è il suo popolo.
La donna si distingue quando emana magico profumo.
L’uomo, quando lo è, profuma di vera essenza.
Ed è solo la propria terra che emana profumo e incanto.
E forse anche le terre lontane piene di sole e di mare … e di magia.
Non si insegue un sogno se non profuma di radici o di terre lontane.
Non si cade dal sogno se non è proprio lui
a tradire l’essenza, l’odore e il profumo…..
Eppure il tuo di profumo, misto alla magia della mia terra,
l’ho sentito ancora intenso su uno dei sette venti
che arrivano a turno da sempre sulla mia isola…….
L’isola delle fate, dei folletti e dei cavalli alati….
Profumo.

© ud

In fondo alle tasche

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Lacrime in fondo alle tasche
sperdute nel loro fondo,
lì dove le mani frugano,
le cercano, ma non le trovano.
… Le solite chiavi della speranza,
qualche spicciolo di illusione,
il tagliandino della pazienza,
un foglietto consunto con sù un sogno,
una fotografia in bianco e nero
con tanti colori volati via nella mente,
un briciolo di coraggio e due di forza,
tanto…tanto petto in fuori e tanto muso duro…..
….ma di lacrime niente….
neanche a girare le tasche al contrario…..

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Molte volte …

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Molte volte diventano le solite volte, a volte.
Ma non sono le solite volte ad essere le uniche volte.
Il generale non è mai l’originale e l’unico.
La specie dell’unicità non è mai il gregge dell’insieme.
La differenza non la fa il numero delle volte o le volte dei numeri.
La differenza la fa la costanza del pensiero e lo spessore del vissuto.
In ogni dove c’è sempre una volta da vivere fino in fondo.
L’importante è viverla sempre alla propria maniera,
con l’incedere del proprio pensiero e la sensibilità del proprio vivere,
e ogni volta varrà sempre la pena di svegliarsi a malincuore da un sogno,
che se sogno è stato è perché ci si è svegliati…bruscamente….
altrimenti sogno non è…ma realtà da vivere attenzionare e riflettere….

© ud